Erri De Luca, "non sono un attore, resto uno scrittore in prestito"
Fra interpreti di La Vie d'une Femme in concorso a Cannes, "è una piccola parte"
(di Mauretta Capuano) "Non posso attribuirmi il ruolo di attore". Lo scrittore Erri De Luca, fra gli interpreti di uno dei film in gara al Festival del Cinema di Cannes 2026, La Vie d'une Femme (A Woman's Life) della francese Charline Bourgeois-Tacquet, attrice al secondo lungometraggio, minimizza sulla sua partecipazione a una delle pellicole in corsa per la Palma d'Oro, in un'edizione della manifestazione segnata dall'assenza di registi italiani in concorso. "Sono poco più di una comparsa nel film di Charline Bourgeois-Tacquet. È una piccola parte tagliata su misura. Un anziano scrittore che vive isolato in montagna viene raggiunto dalle due protagoniste. Una delle due lo intervista. Quando la regista mi ha chiesto di partecipare mi è sembrato di poterlo fare. Ho letto le pagine della sceneggiatura e l'idea di passare qualche giorno da ospite in montagna mi ha attirato" racconta all'ANSA De Luca. che non è nuovo a Cannes dove in passato ha anche fatto parte della giuria. "Ero nella giuria ufficiale più di venti anni fa e fu per me una bella villeggiatura accompagnata da interessanti conversazioni con gli altri membri della giuria. Ero un intruso ben accolto" dice. 'La Vie d'une Femme' con Lea Drucker, Mélanie Thierry e Charles Berling, racconta la storia di una primaria in chirurgia, Gabrielle (Drucker), che in piena crisi professionale e personale, anche per l'Alzheimer della madre che si aggrava, stringe un rapporto sempre più profondo con la scrittrice che ha chiesto di osservarla al lavoro, come ispirazione per un suo libro. "Durante le riprese ho apprezzato la calma sorridente che la regista Charline Bourgeois-Tacquet ha trasmesso a me alla troupe, in più ho avuto l'esperienza di condividere la scena con due forti attrici (Lea Drucker e Mélanie Thierry). Mi hanno fatto sentire a mio agio anche fuori dal set" sottolinea lo scrittore. Non è la prima volta che viene diretto da una donna in un film, è accaduto anche in 'L'isola' di Costanza Quatriglio, come è questa esperienza? "Anche di recente la regista francese Audrey Gordon ha terminato un docufilm sul mio racconto 'I pesci non chiudono gli occhi' (Feltrinelli) con una mia partecipazione aggiunta. Mi trovo benissimo a corrispondere alle richieste di una direzione femminile, perché non sono un attore, restando uno scrittore in prestito". Cosa pensa dell'esclusione dal concorso dei film italiani? E' il segnale di una crisi più generale? "Non mi posso esprimere, non so quali film erano in concorso. Non lo prenderei come un segnale" sottolinea.
H.El-Hassany--DT