Google patteggia e paga 50 milioni di dollari per presunte disparità razziali
Denunciate discriminazioni su assunzioni, stipendi e promozioni
Google ha firmato un accordo extragiudiziale da 50 milioni di dollari in una class action per disparità razziali sistemiche portata avanti da un gruppo di dipendenti di colore. Le discriminazioni denunciate, secondo una nota dell'avvocato per i diritti civili, Ben Crump, andavano dalle assunzioni, alle retribuzioni e agli avanzamenti di carriera. Il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Nord della California ha concesso l'approvazione definitiva, ponendo fine a anni di contenzioso intentato da April Curley, Ronika Lewis, Rayna Reid e Desiree Mayon, con Curley, Lewis e Mayon in veste di rappresentanti della classe di beneficiari dell'accordo. Il tribunale ha ritenuto l'accordo, che era stato annunciato a maggio 2025, equo, ragionevole e adeguato. L'intesa, che rappresenta una risoluzione delle controversie e non costituisce un'ammissione di responsabilità, istituisce un fondo di 50 milioni di dollari e include disposizioni non monetarie. Queste ultime comprendono analisi continue sulla parità retributiva, procedure di rendicontazione rafforzate, misure di trasparenza salariale e limitazioni all'arbitrato obbligatorio per le controversie di lavoro almeno fino ad agosto 2026. "Questo caso riguarda la responsabilità, pura e semplice", ha affermato Crump. "Per troppo tempo, i dipendenti di colore nel settore tecnologico hanno dovuto affrontare ostacoli che limitano le loro opportunità. Questo accordo rappresenta un passo significativo per responsabilizzare una delle aziende più potenti al mondo e per chiarire che le pratiche discriminatorie non possono e non saranno tollerate". Ap riferisce che Google ha dichiarato, al momento del raggiungimento dell'accordo, di essere in totale disaccordo con le accuse di aver trattato in modo scorretto chiunque e di rimanere "impegnata a retribuire, assumere e inquadrare tutti i dipendenti in modo equo".
A.El-Sewedy--DT