Marco Risi, 'il cinema soffre, le sale sono destinate ad avere una fine'
Il regista al Marefestival - Premio Troisi, 'fa fatica persino Spielberg'
"Non frequento abitualmente le carceri italiane, soprattutto gli istituti di pena per i minori. Non so se sia cambiata o migliorata la situazione da quando ho ambientato in un penitenziario uno dei miei film. Bisognerebbe tuttavia cambiare la mentalità di chi gestisce in particolare le carceri minorili e fare in modo che non si arrivi a punizioni drastiche, perché si rischia di creare nuovi delinquenti più che nuovi cittadini". Così il regista Marco Risi, ospite della XV edizione del Marefestival a Salina dove ha ricevuto il premio Troisi, commentando la situazione della carceri italiane e il suo ricordo del film "Mery per sempre". "Il cinema - ha aggiunto Risi - è sempre stato in crisi. Mio padre ne parlava anche quando ero ragazzino, nonostante all'epoca si facessero 250 film all'anno. Se ne fanno molti anche adesso, ma sono in crisi le sale cinematografiche destinate ad avere una fine, perché la gente va sempre di meno al cinema e vede solo certi film che magari hanno a successo e ci si illude che le cose possa cambiare. Ma la maggior parte dei film fa fatica ad affermarsi, persino il recente film Spielberg fatica ad avere successo". "Sono innamorato della Sicilia - ha proseguito -. Quando sono arrivato le prime volte per registrare Mery per sempre ho sentito subito il richiamo della terra, come se sentissi mie le sue radici".
Y.Chaudhry--DT