Dubai Telegraph - Silvia Scola, 'mio padre Ettore maestro della commedia umana'

EUR -
AED 4.297817
AFN 73.727012
ALL 95.43889
AMD 432.532408
ANG 2.094649
AOA 1074.307947
ARS 1627.839384
AUD 1.636719
AWG 2.109412
AZN 1.984973
BAM 1.953997
BBD 2.357557
BDT 143.621624
BGN 1.95213
BHD 0.442113
BIF 3531.904009
BMD 1.17027
BND 1.493144
BOB 8.088126
BRL 5.83266
BSD 1.170535
BTN 111.037378
BWP 15.907481
BYN 3.303121
BYR 22937.300519
BZD 2.35415
CAD 1.598946
CDF 2715.027033
CHF 0.91923
CLF 0.026916
CLP 1059.293538
CNY 8.002602
CNH 7.996604
COP 4255.1033
CRC 532.163651
CUC 1.17027
CUP 31.012167
CVE 110.174192
CZK 24.366025
DJF 208.436421
DKK 7.472235
DOP 69.672872
DZD 155.025252
EGP 62.78532
ERN 17.554057
ETB 182.77157
FJD 2.573782
FKP 0.867517
GBP 0.86624
GEL 3.148217
GGP 0.867517
GHS 13.103864
GIP 0.867517
GMD 85.429481
GNF 10271.533952
GTQ 8.942629
GYD 244.881885
HKD 9.16667
HNL 31.120616
HRK 7.533503
HTG 153.334273
HUF 364.735257
IDR 20300.915284
ILS 3.456276
IMP 0.867517
INR 111.185463
IQD 1533.349279
IRR 1539490.756479
ISK 143.80299
JEP 0.867517
JMD 183.410805
JOD 0.829696
JPY 183.23685
KES 151.175473
KGS 102.305628
KHR 4693.0116
KMF 493.854107
KPW 1053.068655
KRW 1728.887052
KWD 0.35987
KYD 0.975471
KZT 542.172394
LAK 25704.813468
LBP 104876.17
LKR 374.101656
LRD 214.787461
LSL 19.622726
LTL 3.455504
LVL 0.707885
LYD 7.442135
MAD 10.811789
MDL 20.16786
MGA 4867.987686
MKD 61.602386
MMK 2457.196354
MNT 4187.344358
MOP 9.445073
MRU 46.418741
MUR 55.037072
MVR 18.086506
MWK 2029.70972
MXN 20.495789
MYR 4.646194
MZN 74.786162
NAD 19.622894
NGN 1609.250543
NIO 43.074497
NOK 10.90967
NPR 177.651262
NZD 1.995754
OMR 0.449982
PAB 1.170505
PEN 4.1253
PGK 5.087807
PHP 71.841783
PKR 326.195442
PLN 4.259937
PYG 7199.066354
QAR 4.280972
RON 5.182428
RSD 117.355892
RUB 87.685907
RWF 1711.245682
SAR 4.389139
SBD 9.407616
SCR 16.035934
SDG 702.744172
SEK 10.852679
SGD 1.493341
SHP 0.873725
SLE 28.734019
SLL 24539.981393
SOS 668.928647
SRD 43.839489
STD 24222.235231
STN 24.479823
SVC 10.242558
SYP 129.483494
SZL 19.627822
THB 38.065372
TJS 10.979269
TMT 4.101798
TND 3.416548
TOP 2.817731
TRY 52.878901
TTD 7.945417
TWD 37.001633
TZS 3048.554094
UAH 51.432608
UGX 4401.372282
USD 1.17027
UYU 46.681524
UZS 13970.485186
VES 568.268993
VND 30843.647576
VUV 138.684442
WST 3.173994
XAF 655.400002
XAG 0.015888
XAU 0.000253
XCD 3.162715
XCG 2.109588
XDR 0.816519
XOF 655.41679
XPF 119.331742
YER 279.255762
ZAR 19.641111
ZMK 10533.840681
ZMW 21.859423
ZWL 376.826602
Silvia Scola, 'mio padre Ettore maestro della commedia umana'
Silvia Scola, 'mio padre Ettore maestro della commedia umana'

Silvia Scola, 'mio padre Ettore maestro della commedia umana'

"Oggi non sopporterebbe una sinistra incapace di concretizzare un programma"

Dimensione del testo:

(di Francesco Gallo) "Oggi non gli piacerebbe il panorama politico, sapere che c'è Fratelli d'Italia al governo, ma ancora di più il fatto che la sinistra non riesca a concretizzare un programma e neppure una coalizione". Così Silvia Scola stamani alla presentazione della mostra 'Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati' (2 maggio-13 settembre) allestita a Palazzo Braschi nel decennale della scomparsa del regista (19 gennaio 2016). Suo padre avrebbe fatto un film su queste difficoltà della sinistra italiana? "Non so se ne avrebbe avuto la forza - risponde a margine dell'incontro -. Era comunque sempre ottimista sulle generazioni future, vedeva nelle cose sempre qualcosa di buono. Credo comunque che oggi avrebbe sicuramente criticato molto la sinistra e avrebbe trovato rifugio nel movimento civile. Questo scenario non l'avrebbe certo sopportato, in fondo quando diresse 'La terrazza' era proprio per criticare certa sinistra di allora". La mostra, promossa da Roma Capitale e curata da Silvia Scola e Alessandro Nicosia, è stata presentata, con la moderazione di Gloria Satta, dalla stessa figlia del regista, da Massimiliano Smeriglio, Ilaria Miarelli Mariani e Giulio Scarpati. In esposizione fotografie, manoscritti, oggetti, sceneggiature originali e appunti personali, articoli di giornali e riviste, vignette, bozzetti di scena. Completano poi il percorso alcuni documentari, mentre tra i cimeli spiccano le sedie da regista, la macchina per scrivere, i primi ciak e il trench indossato da Federico Fellini in 'C'eravamo tanto amati'. "Se mio padre ha lasciato qualcosa in questo ambiente è proprio l'aspetto umano e questo anche rispetto a grandissimi registi, forse più grandi di lui, ma comunque meno amati e ricordati. La sua grande lezione è stata quella di mettere il dito nella piaga, usando la commedia per portare avanti argomenti profondi da condividere con la grande massa", sottolinea Silvia Scola. Non c'era in lui anche cinismo? "Sì, ma era un cinismo disincantato, un cinismo provocatorio e molto ironico. Non era certo cattivo, c'era sempre anche molto pudore in lui. E poi, se vogliamo dirla tutta, mio padre veniva dal quel mondo del Marc'Aurelio in cui tutti erano ferocissimi l'uno con l'altro. Lui era poi sempre la stessa persona, da regista, da politico, da sceneggiatore e da militante, perché ha fatto anche tanto cinema militante. Quello che secondo me resta di lui è la bellezza della sua umanità". Il film preferito di Silvia Scola? "Sicuramente Brutti, sporchi e cattivi (1976)". "A dieci anni dalla scomparsa del maestro Ettore Scola - sottolinea l'assessore alla cultura di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio - rendiamo omaggio con questa grande mostra ad un umanista dallo sguardo libero, che ha raccontato i suoi personaggi, gli esseri umani, in modo completo, riuscendo a far vivere nell'immaginario collettivo che sopravvive ai suoi film, il tratto concreto e mai banale delle relazioni, delle persone nel divenire del nostro tempo; le difficoltà, l'amore, l'amicizia, la vecchiaia e la morte. La mostra racconta tutti questi aspetti e lo fa dedicando uno sguardo importante alla città di Roma, a cui Scola era legato da un legame speciale, profondo e autentico, in grado di raccontare la Capitale senza edulcorazioni, nelle sue verità e nelle sue diverse fasi storiche, a partire dal dopoguerra. L'esposizione a Palazzo Braschi significa riconoscere la rilevanza del cinema e il suo valore di accessibilità culturale, grazie al modo di raccontare del maestro: un racconto popolare, denso di riflessione critica ma anche di leggerezza".

A.Krishnakumar--DT