Coltivare cibo sulla Luna, studio dell'Università di Camerino apre nuove frontiere
Ricerca dell'ateneo su suoli simili al lunare, più antiossidanti e qualità nutrizionale
- CAMERINO, 31 MAR - Coltivare ortaggi nutrienti in suoli simili a quelli lunari è possibile e, in alcuni casi, può persino migliorarne il profilo antiossidante. È quanto emerge dallo studio internazionale "Growing food for the moon: How lunar soil changes plant quality and biological effects", frutto di una collaborazione multidisciplinare che ha visto protagonista l'Università di Camerino. La ricerca è stata condotta da Fatemeh Mansouri, dottoranda dell'Unità di Biologia molecolare e nutrigenomica della Scuola di scienze del farmaco e dei prodotti della salute Unicam, sotto la supervisione di Rosita Gabbianelli, in collaborazione con due dipartimenti della University of Trás-os-Montes and Alto Douro in Portogallo, guidati da Isabel Gaivão e Ana Barros, con il gruppo coordinato da Sauro Vittori e con Giorgia Pontetti della Ferrari Farm. Il progetto integra fisiologia vegetale, chimica analitica, agronomia orientata allo spazio e test biologici in vivo per valutare la fattibilità della coltivazione di piante edibili in suoli lunari simulati e comprenderne gli effetti sulla qualità nutrizionale e sulle risposte biologiche. In vista di future missioni spaziali orientate a una presenza umana stabile sulla Luna e su Marte, lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili e autonomi rappresenta una sfida cruciale. Lo studio ha preso in esame la brassica rapa var. cymosa, nota come "cima di rapa", coltivata in tre condizioni: sistema idroponico standard e due simulanti di regolite lunare ("highland" e "maria"), all'interno della piattaforma Sole sviluppata con l'Agenzia spaziale italiana. Le analisi hanno evidenziato che le piante cresciute nei simulanti lunari, in particolare nel "maria", presentano un profilo antiossidante potenziato e livelli più elevati di polifenoli, clorofille e carotenoidi. Tra i composti individuati acidi fenolici associati a migliori performance locomotorie nel modello biologico utilizzato. Elemento innovativo è la valutazione in vivo mediante Drosophila melanogaster: pur osservando un lieve danno al Dna nelle fasi larvali precoci, non sono emerse conseguenze negative nell'età adulta. I risultati indicano che i suoli lunari simulati possono supportare la crescita di colture nutrienti e biologicamente compatibili, con possibili ricadute anche per l'agricoltura in ambienti estremi sulla Terra.
C.Akbar--DT