Dubai Telegraph - Prevenzione cardiovascolare, ci sentiamo sani ma i dati dicono altro

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Prevenzione cardiovascolare, ci sentiamo sani ma i dati dicono altro

Studio della Rete Cardiologica Irccs su 27mila persone, 13% non sapeva di essere iperteso

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Oltre 27mila cittadini coinvolti, più di 1.000 variabili raccolte per ciascun partecipante, 2 milioni di messaggi educazionali personalizzati inviati tramite applicazione: sono i numeri di Cv Prevital, il progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare affidato e realizzato dalla Rete Cardiologica Irccs su mandato del Parlamento per la valutazione della fattibilità e dell'efficacia di modelli di prevenzione primaria basati su tecnologie digitali. Obiettivo: produrre evidenze utili al decisore pubblico. Come ha spiegato Roberta Baetta, project manager dello studio e ricercatrice all'Irccs Centro Cardiologico Monzino, associato alla Rete, lo studio clinico ha arruolato oltre 27mila cittadini dai 45 anni, privi di una storia nota di malattia cardiovascolare, con una quota femminile superiore al 50%. I partecipanti sono stati assegnati a due gruppi: uno seguito secondo la buona pratica clinica usuale, l'altro destinatario di un intervento digitale personalizzato attraverso una piattaforma di mobile Health. I dati basali hanno restituito un quadro di rischio ampiamente sottostimato. In una popolazione che si percepiva sana, più della metà dei soggetti con ipercolesterolemia non era consapevole della propria condizione o non risultava adeguatamente trattata. Per l'ipertensione, circa il 13% dei partecipanti non sapeva di esserlo o non riceveva un trattamento appropriato. I disturbi del sonno sono stati riscontrati in circa il 50% dei soggetti, nella quasi totalità dei casi senza alcuna presa in carico terapeutica. "I numeri dimostrano che il rischio cardiovascolare può essere significativo anche in assenza di diagnosi - ha sottolineato Baetta -; intervenire precocemente sui determinanti modificabili consente di anticipare la malattia e ridurre eventi evitabili". "Cv Prevital conferma che una prevenzione strutturata, fondata sui dati e integrata con il territorio, è concretamente realizzabile su scala nazionale - spiega il presidente della Rete Cardiologica Irccs, Lorenzo Menicanti -. Il passo successivo è consolidare questo modello perché diventi parte ordinaria dell'organizzazione sanitaria. La sostenibilità del sistema passa anche dalla capacità di anticipare il rischio, non solo di trattare la malattia".

S.Saleem--DT